#PRINCE2 versus #Agile PM: le risposte del nostro trainer – parte 1

Data : 27/09/2016| Categoria: FAQ| Tags: ,

PRINCE2 o Agile Project Management?
O entrambe?
Abbiamo chiesto al nostro trainer in PRINCE2 ed AgilePM, Fabio Savarino, di rispondere alle vostre domande più frequenti sulle differenze tra i due metodi di project management.

  • I: Di che cosa tratta PRINCE2 e di cosa AgilePM?

F: Sono entrambe due metodologie di Project Management, ma PRINCE2 è un metodo tradizionale mentre AgilePM rientra sotto l’ombrello dei metodi cosiddetti ‘agili’. Resta il fatto che a seconda del tipo di progetto che si vuole gestire (la sua natura, dimensioni, durata, vincoli…) si è liberi di scegliere o il primo o il secondo metodo. Oppure di integrarli INSIEME.
L’unica accortezza è quella di prepararsi dei criteri di scelta per tempo: non tutti i progetti possono essere agili, e non tutti i progetti vanno gestiti con la formalità di un metodo strutturato.

  • I: Quali sono le maggiori differenze tra i due?

F: PRINCE2 è un metodo di Project Management formale, basato sulla consegna di prodotti rappresentati dall’appropriata documentazione, una metodologia molto strutturata, ma nel contempo adattabile ad ogni esigenza.

AgilePM è un metodo snello, flessibile, basato sul delivery molto frequente di parti di una soluzione che si evolve nel tempo: c’è meno rigidità sulla documentazione e alcune variabili progettuali non hanno più tolleranza (quindi diventano costanti fisse).
Ricordiamo però che anche AgilePM prevede una sua organizzazione (team di progetto) come pure una serie di prodotti di gestione (documenti) che si evolvono nel tempo parallelamente alla soluzione progettuale.

Il punto in comune tra i due metodi è il TAILORING: entrambi possono essere adattati alle esigenze del cliente e/o del project manager, che resta una figura presente in entrambe le good practice.

  • I: A che tipo di progetto si rivolge PRINCE2 e a quale AgilePM? Mi potresti fare due esempi concreti?

F: L’esempio di progetto PRINCE2 è quello della Pubblica Amministrazione, nel quale vigono un formalismo e un’attenzione al completamento delle attività progettuali classici dei metodi tradizionali. In questo caso anche la consegna – il delivery – avviene in blocco: finale, e con un approccio progettuale nella maggior parte dei casi waterfall.
Ho scelto questo esempio con l’intenzione di dimostrare come PRINCE2 possa facilmente essere adattato, e prestarsi al “caso waterfall” in questione.
È evidente che – comunque – PRINCE2 mantiene i pregi legati alla gestione per fasi e per eccezione, che gli consentono di gestire in maniera controllata tutte e sei le variabili progettuali. E questo NON vuol dire ‘waterfall’.

L’esempio di progetto AgilePM è naturalmente quello dello sviluppo software: classico ambiente dal quale sono nati tutti i metodi agili. Lo sviluppo di un applicativo consente numerosissime integrazioni, migliorie frequenti, dettagli che si aggiungono poco alla volta, e una facile interfaccia con il cliente finale che può saggiare molto spesso la qualità del prodotto durante il progetto, senza dover aspettare per forza la consegna finale.

  • I: Qual è il valore di entrambe le certificazioni?

F: È fondamentale seguire entrambi i corsi: non sarebbe possibile altrimenti scegliere quale metodo è più adatto a quale progetto.
Il valore della certificazione PRINCE2 non è soltanto tangibile – data la possibilità di adattarlo a qualsiasi tipo di progetto (fosse anche la sistemazione del proprio giardino…) – ma è legata al valore di una certificazione internazionale in PM assolutamente equiparabile ad altre rinomate (PMI per esempio) ma con un minor sforzo temporale ed economico.
Parimenti il valore della metodologia AgilePM è legato non solo alla sua facilità di utilizzo – per questo adatto a progetti brevi, snelli, e flessibili – bensì alla possibilità di presentarsi sul mercato con un portfolio ricco su entrambi i versanti da scalare della “montagna del Project Management”.
Se mancasse uno dei due la figura professionale del Project Manager sarebbe incompleta.

  •  Ci sono punti di contatto tra i due metodi? Si possono integrare?

F: Assolutamente Sì.
PRINCE2 è un metodo strutturato: pertanto punta l’attenzione sul controllo e sul monitoraggio delle attività a livello di Project Manager e di Comitato di Progetto (interfaccia col business, al di sopra del PM) ma lascia ampio spazio al cosiddetto LIVELLO DI CONSEGNA (delivery).
Questo significa che un progetto può benissimo essere gestito ad alto livello con PRINCE2, ma a livello di consegna I SUOI SINGOLI PRODOTTI potrebbero essere consegnati mediante “mini-progetti” gestiti nel contempo con Agile PM.
In questo modo si sfrutterebbero vantaggi e benefici di entrambe le metodologie.

  • I: Quali sono le tecniche di gestione dei progetti dell’uno e dell’altro (es. Moscow, workshop ecc.) ?

F: PRINCE2 punta molto l’attenzione sui PROCESSI da sfruttare per la gestione del progetto.
Pertanto il focus è su SETTE SERIE DI ATTIVITA’ COORDINATE E COMBINATE volte a controllare e monitorare i prodotti del progetto (deliverables).
In aggiunta le SETTE TEMATICHE PRINCE2 spiegano come svolgere in pratica le attività previste dai SETTE PROCESSI: per esempio come gestire i Rischi, creare i Piani, gestire le Richieste di Cambiamento, creare il Business Case, scegliere i Ruoli adatti al proprio progetto, ecc…

AgilePM sposta l’attenzione dai Processi (troppo formali in certi casi) alle tecniche di sviluppo Incrementale, alla suddivisione in intervalli di tempo brevi (Timebox), con la messa in priorità degli obiettivi (MoSCoW) e una comunicazione efficace (Facilitated Workshop e Daily Stand-Up).

  • I: Mi potresti definire ruoli e responsabilità nell’uno e nell’altro?

F: Sarebbe troppo lungo e complesso definire nel dettaglio responsabilità e ruoli dell’Organizzazione di progetto in entrambi i casi… ma vorrei comunque dare una risposta chiara in merito.
Perciò mi preme sottolineare come PRINCE2 veda la suddivisione dei ruoli A LIVELLI all’interno del progetto, che riflettono gli interessi dei classici stakeholder: l’azienda sponsor, l’utente finale e i fornitori.

A differenza: AgilePM suggerisce la  presenza di TUTTI GLI INTERESSI a TUTTI I LIVELLI, prevedendo però ruoli di business, ruoli di management e ruoli tecnici.

Come si nota questi due approcci sono molto diversi tra loro, ma proprio per questa ragione nessuno dei due metodi dovrebbe mancare tra gli skill di un buon Project Manager.

Vuoi saperne di più su AgilePM? Guarda la registrazione del nostro webinar Introduzione ad Agile Project Management!

Fabio Savarino

Fabio ha un’esperienza pluriennale nel mondo del Service Management e del Project Management in molteplici settori aziendali: dalla Pubblica Amministrazione alla piccola/media impresa, compresi numerose multinazionali e istituti bancari. È trainer e consulente multilingue per QRP pertanto riesce ad integrare la visione di metodi molto diversi nell’offerta al cliente (ITIL, PRINCE2, Agile DSDM, ecc).

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