Formula 1: lo sport Agile

Data : 07/07/2020| Categoria: Agile|

La Formula 1 (abbreviato F1) è il mio sport preferito sin da bambino. Dedizione, ingegneria fenomenale e precisione sono solo alcune delle caratteristiche necessarie per gareggiare ed avere successo.

Volevo scrivere questo articolo da un po’ di tempo, avendo osservato a lungo alcuni principi fondamentali Agile che si applicano al mondo della F1, portandomi a credere che non esiste un esempio migliore di agilità nello sport. La situazione senza precedenti che stiamo vivendo – e per me personalmente più tempo libero da lavoro – mi hanno dato l’opportunità di mettere per iscritto le mie idee!

Prima di entrare nel dettaglio, lasciatemi chiarire la mia posizione. Se preferite, un disclaimer! Non sono un professionista Agile nel senso stretto della parola (per es. uno sviluppatore, business analyst, project manager), ma il mio lavoro attuale include la promozione della guida di gestione di progetti Agile e relative certificazioni, e penso di avere una buona comprensione dei principi fondamentali della modalità di lavoro e sviluppo Agile.

In breve, non sto dicendo di essere un esperto Agile. Ma, dalla mia conoscenza dei principi chiave, vedo alcune straordinarie somiglianze tra il mondo della F1 e il modo di lavorare Agile. Inoltre, ipotizzo che i miei lettori abbiano già una conoscenza base dei principi dell’agilità.

F1 per profani

Non tutti i lettori saranno appassionati di Formula, quindi dovrei iniziare delineando un poco lo scenario.

La Formula 1 è il più importante degli sport motoristici internazionali e consiste in 10 team (costruttori), ognuno con due piloti. La competizione, spesso presentata come il più stravagante circo itinerante del mondo, vede i team viaggiare per il mondo per gareggiare in oltre 20 paesi, ognuno che contribuisce ai due premi principali: il Campionato Mondiale Costruttori (per i team) e il Campionato Mondiale dei Piloti.

I team spendono milioni ogni stagione per il design e la costruzione delle loro vetture, e cercano continuamente di migliorare le prestazioni nel corso della stagione. Nella maggior parte dei momenti delle nostre vite una manciata di decimi di secondo sembrano insignificanti, ma nel mondo della formula 1 – in termini di differenza con i tuoi avversari – si tratta di un importante divario da colmare. Un divario di due decimi può essere la differenza che ti fa qualificare cinque o sei posizioni in fondo alla griglia, invece che in pole position.

Cosa rende la F1 così Agile?

Una stagione di F1 è una gara di sviluppo, che richiede un adattamento e miglioramento costante per poter rafforzare la competizione.

Durante la fase precedente alla stagione, i team sviluppano le loro vetture per la competizione attraverso design e simulazioni, supportati da test limited on-track testing circoscritti. I team arrivano alla prima gara della stagione con già i frutti del lavoro di sviluppo pre-stagione. Ma questo non è assolutamente il prodotto finito. Le vetture di F1 sono prototipi continui; durante la stagione le vetture evolvono continuamente attraverso modifiche meccaniche e aerodinamiche.

In questo articolo mi focalizzo su tre principi chiave Agile – il prodotto minimo funzionante (minimum viable product), user testing e lo sviluppo iterativo – e come li vedo nel mondo della F1.

La vettura al debutto: il Prodotto Minimo Funzionante (MVP)

Sfortunatamente, non si tratta di pagare le tue quote di iscrizione e portare la tua vettura sulla griglia di partenza. Ci sono regole dettagliate che coprono tutti gli aspetti di design e sviluppo di una vettura di F1, dall’unità di potenza che guida le ruote alle complesse configurazioni aerodinamiche e di sospensione che determinano le performance più importanti di una vettura.

Inoltre, le regole richiedono di essere competitivi. Perché un team e pilota possano avere il loro posto nella griglia di partenza ogni gara, le regole stabiliscono che devi avere un tempo di qualifica che sia inferiore al 107% del tempo della pole position.

Quindi, puoi qualificarti per l’apertura di stagione se hai una vettura che…

Rispetta le regole tecniche dello sports; è competitiva (per es. può raggiungere un tempo sul giro inferiore al 107% del tempo della pole position)… allora hai il tuo prodotto minimo funzionante per partecipare alla gara di F1. Ma questo è solo l’inizio; mai nella storia dello sport c’è stato un team arrivato al test della prima gara con la vettura perfetta per tutti i circuiti del campionati. I team sanno che il prodotto iniziale è semplicemente la base per lo sviluppo continuo e per il fine tuning.

Il pilota: user testing

La F1 moderna si basa sui dati. Una vettura di formula 1 è dotato di un’incredibile gamma di sensori, che misurano tutto, dalle temperature degli pneumatici alle sospensioni, all’aerodinamica e alla performance del motore. Questi sensori consentono ai team di raccogliere grandi quantità di dati durante un weekend di gara (ben oltre 3 terabyte infatti!), che fanno emergere diversi aspetti della performance della vettura ed evidenziano le aree di miglioramento.

Ma c’è un altro aspetto, un “sensore” che offre un importantissimo feedback addizionale sulla performance –il pilota.

Il Pilota può essere visto come l’utente del software o di un prodotto consegnato da un progetto Agile o team di sviluppo. E, come è ben noto a tutti gli agilisti, i test degli utenti ed il loro feedback è fondamentale. 

Stessa cosa nella F1. Mentre i team traggono beneficio dall’enorme quantità di dati rilevati dai sensori, tutto comunque dipende dal pilota. Se tutti i dati dicono che hai la vettura perfetta, ma il pilota non è capace di ottenere la migliore performance possibile, hai un grosso problema. Anche se i sensori sono ottimi, non sostituiscono le sensazioni che un essere umano prova viaggiando ad un’incredibile velocità oltre i 200 km/h a pochi centimetri dal suolo.

Il pilota (utente) ed il suo feedback sono essenziali per lo sviluppo e miglioramento della vettura, proprio come un feedback di un utente è importante nell’aiutare un team di sviluppo nel design di un nuovo pacchetto software.

Evoluzione costante e sviluppo iterativo

Come la gara sui circuiti, anche la gara per gli aggiornamenti alla vettura e superare i concorrenti durante la stagione determina la vittoria o sconfitta nel campionato.

C’è un desiderio romantico tra noi appassionati di vedere campionati vinti esclusivamente grazie alla bravura del pilota, alla genialità della componente tecnica iniziale, ma la realtà della F1 è che il successo richiede un terzo elemento: la velocità al quale il team, durante la stagione, può sviluppare e continuamente re-inventare la vettura.

Gli ingegneri sono costantemente alla ricerca di miglioramenti per guadagnare quei millesimi di secondo vitali e migliorare altre aree chiave della performance come la stabilità e l’affidabilità. Raramente una vettura resterà uguale da una gara all’altra. Con (attualmente) 21 gare di una stagione di 8-9 mesi, c’è un’enorme quantità di sviluppo iterativo sullo sfondo.

Ogni giro di corsa di una gara in un weekend (tre sessioni pratiche, qualificazioni e la gara) fornisce i dati che i team e i loro ingegneri usano per affinare gli impianti e i componenti della vettura, generando un flusso costante di miglioramenti.

Evoluzione e sviluppo sono costanti. Se non lo sono, non puoi avere successo in Formula 1.

La necessità di adattarsi, velocemente. 

Una delle principali sfide di tutta la corsa è che non ci sono due piste uguali. Magari simili, ma decisamente non uguali. Queste differenze possono influenzare la performance di una vettura e il tempo per giro in confronto agli avversari.

Consideriamo il circuito di Monza, dominato da rettilinei con pochi angoli, contro lo stretto, tortuoso & sconnesso circuito di Monaco. Ognuno richiede una diversa configurazione della vettura dalla mappatura del motore all’aerodinamica. Anche il tipo di superficie dell’asfalto della pista ha un impatto sulla performance della vettura, in particolare come lavorano gli pneumatici; fondamentale per la performance durante la gara.

Naturalmente, c’è anche un fattore in gioco – il meteo! Le vetture si comportano in maniera diversa in base al circuito e alle condizioni climatiche (per es. superficie della pista calda/fredda, bagnata/asciutta, velocità del vento, ecc).

La varia natura delle sfide specifiche di ogni weekend di gara di una stagione richiede un livello di adattabilità superiore, verosimilmente, rispetto ad ogni altro sport. I team di F1 teams lo sanno e accettano la sfida.

Conclusioni

I team di Formula 1 e le loro attività si sono evolute tantissimo negli anni per diventare altamente efficaci ed adattabili, consentendo un rapido sviluppo ed una costante evoluzione delle loro vetture e performance. Organizzazioni, leader e team possono imparare dall’agilità nella F1.

I principi Agile sono senza dubbio importanti in tanti altri sport, ma personalmente ho difficoltà a pensare ad un altro che possa dimostrare la messa in pratica dei principi Agile in questo modo.

Ho solo trattato alcuni dei principi fondamentali di Agile. Avrei potuto senza dubbio approfondire la pianificazione, gli sprints, backlog, ecc. Magari per un articolo di follow-up!

Original article published in May 2020 and reproduced with kind permission of Mark Constable, APMG International. Translated by QRP International in July 2020.

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Mark Constable

Mark è Marketing Manager presso APMG International e lavora in collaborazione con Agile Business Consortium per la promozione della guida Agile e della formazione e certificazione Agile per professionisti di project e programme management, business analysis e Scrum.

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