Project Management e team: l’importanza del lavoro di squadra – Intervista a Enrico Zanieri

Data : 04/07/2022| Categoria: Consigli ed interviste|

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono un ex manager, oggi lavoro come project manager per una multinazionale americana ma ricopro anche altri incarichi come ad esempio quello di consulente. Sono un executive coach, keynote speaker ed appassionato di tematiche legate a leadership, team building, aziende ed innovazione.

Che percorso hai intrapreso per sviluppare la tua professionalità?

Ho iniziato nella logistica, mi sono formato in officina ed ho ricoperto incarichi in ambito qualità. Sono sempre rimasto in aziende di grandi dimensioni, collaborando con le piccole e medie imprese per sub-appalti e forniture. A valle di questo percorso, dopo aver esplorato in diversi ruoli molte delle funzioni aziendali tipiche di organizzazioni molto strutturate, sono diventato un project manager ed oggi coordino gruppi inter-funzionali in Italia e all’estero per l’esecuzione di progetti internazionali.

Quali sono secondo te i trend da seguire per essere un Project Manager al passo con l’evoluzione del mercato?

Quando ho iniziato si approdava al project management dopo un lungo percorso di apprendimento nelle principali funzioni aziendali (concetto che ricalca anche il mio percorso): ritengo che questa “best practice”, per quanto parzialmente superata dalla velocità del mercato odierno, sia ancora uno dei migliori “trend” per poter acquisire quelle conoscenze trasversali che consentono di svolgere la professione di Project Manager al meglio.
Il project manager coordina risorse di diverse funzioni per cui un passaggio in ognuna di esse (che sia temporaneo lungo la propria carriera o frutto di un percorso di “job rotation”) dà un valore aggiunto inestimabile per poter portare avanti progetti complessi con efficacia.
Oggi esistono certificazioni e corsi in project management molto validi che insieme alla pratica possono aiutare ad accelerare un processo di apprendimento continuo (tutt’oggi io stesso mi formo continuamente).
La cosa più importante rimane comunque quella di fare esperienza, rimanere curiosi e cercare di capire a fondo le dinamiche dei lavori di tutte le persone con cui collaboriamo (il concetto è che non possiamo coordinare efficacemente risorse se non sappiamo le problematiche che stanno dietro quello che fanno quotidianamente)

Attualmente sei (anche!) Business Coach e su LinkedIn parli molto spesso del team e della sua importanza. Quale consiglio vorresti dare sulla gestione dei gruppi di lavoro e su come ottenere il meglio dalle risorse?

La “squadra”, come a me piace definirla, è un aspetto fondamentale per qualsiasi attività o mestiere: non puoi raggiungere un risultato eccellente se non hai una squadra eccellente perché nessun professionista è un’isola e soprattutto nessuno può avere tutte le competenze necessarie in un mondo così competitivo e complesso.
Il team non è qualcosa che ti scegli: specialmente se sei un project manager (ma anche un team leader o un manager), devi costruirlo giorno per giorno.
Ne scrivo molto perché per me “costruire” un gruppo di persone e farlo crescere umanamente e professionalmente è una sorta di “pre-requisito” per qualsiasi attività nonché una delle sfide più entusiasmanti e difficili da portare avanti.
Un progetto non è fatto solo di aspetti finanziari: se le persone crescono ed hanno modo di esprimersi al meglio all’interno del gruppo di progetto, non solo rendono risultati maggiori durante l’esecuzione ma crescono di livello per tutti i progetti futuri che l’azienda dovrà gestire (magari diventando a loro volta project manager).
Parte della mia “mission personale” consiste nel far crescere le persone insieme ai “financial”, dandogli dei feedback, aiutandoli a capire il loro stile e le loro propensioni e stimolandoli a sfruttare al massimo le loro competenze per il bene del gruppo e del progetto (cose che spiegano i “perché” del business coaching all’interno del mio percorso professionale).

In 20 anni di carriera hai lavorato su moltissimi progetti, c’è una lesson learned che ritieni particolarmente importante per chi si avvicina ora alla gestione di progetti?

Più che una lesson learned mi piacerebbe sottolineare un aspetto che ho trovato “chiave” nella gestione dei progetti: le relazioni.
Il project manager è una figura di coordinamento e di relazione: ha a che fare con clienti interni ed esterni, fornitori, funzioni aziendali, manager e capi divisione… tutte persone con estrazioni, esperienze, seniority, culture e caratteristiche diverse che portano all’interno di un progetto un grado di complessità notevole.
Prima di “fare”, è fondamentale conoscere a fondo il capitale umano che abbiamo a disposizione, individuare quali sono le caratteristiche ed i loro interessi e capire come questi possono influenzare il progetto che dobbiamo gestire: sembra qualcosa che ha a che fare poco con “l’esecuzione” ma che in realtà può renderla o estremamente semplice o estremamente complessa.
Nella fase iniziale di un progetto, è necessario spendere tempo per conoscere le proprie persone, parlare con i propri clienti, definire in modo trasparente lo stile con cui si vuole guidare l’esecuzione ed allineare le aspettative di tutti: se si fa questo efficacemente, tutto si semplifica notevolmente ed anche progetti internazionali complessi diventano relativamente semplici da gestire con una buona base di “hard skills”.

Per approfondire leggi anche: Coinvolgere gli stakeholder in un progetto: come, quando e perchè?

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Enrico Zanieri Project Manager intervista

Enrico Zanieri

Enrico è un ingegnere meccanico con un’esperienza di 20 anni in grandi aziende e multinazionali ed un forte background in Manufacturing (come Team Leader), Qualità (come Manager) e Project Management.
Diventato manager molto giovane (a 32 anni, con delega del CEO gestiva un team di 40 persone), ha avuto un lungo periodo di stasi professionale ma non ha mai smesso di imparare e di crescere professionalmente.
Oggi lavora per una multinazionale americana ma ricopre anche altri incarichi come consulente, executive coach e speaker; ha partecipato come testimonial a corsi del MIP e laboratori per la LUISS Business school e scrive regolarmente articoli di leadership per Econopoly (sole24Ore) e LinkedIn (nel 2022 ha vinto il titolo di Top Voice sezione Lavoro).
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