Un Project Manager dovrebbe essere anche un Change Manager?

Data : 08/03/2017| Categoria: Consigli ed interviste| Tags:

Un project manager dovrebbe essere anche un change manager?

La risposta tradizionale dovrebbe essere Sì, un project manager deve essere in grado di gestire il cambiamento. La risposta più attuale invece molto spesso è NO, perché esistono modi migliori per gestire il cambiamento.

Le iniziative di cambiamento hanno sempre più spesso come protagonista un Business Change Manager per gestire i cambiamenti complessi. In questi casi, il project manager non riveste più il ruolo di change manager: i project manager gestiscono i progetti, i change manager gestiscono il cambiamento.

Cosa c’è di sbagliato in un project manager che gestisce il cambiamento? Perché inventare un nuovo ruolo e chiamarlo Business Change Manager?

Se cerchiamo di comprendere la relazione Cliente – Fornitore in un progetto, capiremo il perché. Una relazione Cliente – Fornitore sostiene la maggior parte delle iniziative di cambiamento: i team di progetto sono dal lato fornitore e cercano di consegnare la soluzione. I business team sono dal lato cliente e utilizzeranno questa soluzione.

Questa relazione “Cliente – Fornitore” non riguarda solo i contratti o le fatture e può venirsi a creare anche per team di progetto interni ad un’azienda – un fornitore interno fornisce una soluzione ad un cliente interno.

Questo è il motivo per il quale abbiamo due ruoli distinti: il project manager ed il change manager. Un ruolo dal lato fornitore e un ruolo separato e distinto dal lato cliente. Bisogna sottolineare che questa è una relazione peer to peer dove i ruoli sono uguali e non hanno una relazione di tipo gerarchico.

I metodi di Programme Management come MSP (Managing Successful Programmes) riconoscono la separazione tra questi due ruoli.
MSP ha due processi chiave:

  1. un processo dal lato fornitore chiamato “Delivering the Capability”, per creare la soluzione attraverso il progetto;
  2. un processo di gestione del cambiamento dal lato cliente intitolato “Realising the Benefits”, per gestire la transizione verso la nuova soluzione e misurare il successo del cambiamento.

Questo approccio ha molti vantaggi. In primo luogo, riconosce che le motivazioni del project manager e del Business Change Manager sono molto differenti.

Il Project Manager è spesso motivato da:

  • tecnologia (performance, funzionalità aggiuntive, innovazione)
  • consenso e approvazione
  • performance del progetto misurate in termini di tempi e costi

Il Business Change Manager ha differenti preoccupazioni:

  • affidabilità, stabilità
  • facilità d’uso, formazione, supporto
  • buona documentazione
  • benefici nel lungo periodo

Il Business Change Manager necessita di abilità differenti da quelle del Project Manager, per questo dovrebbe essere scelto tra coloro dell’area business che utilizzeranno la nuova soluzione. È molto importante che, in un momento successivo all’implementazione della soluzione, il Business Change Manager torni alle sue normali attività utilizzando la soluzione settimana per settimana, mese per mese.

Questo rivela un’altra importante differenza tra i due ruoli. Il Business Change Manager (e i suoi colleghi) utilizzeranno la nuova soluzione, mentre il project Manager probabilmente non lo farà mai. Questa differenza è molto importante ed è un altro motivo per cui è necessario avere un Change Manager che si dedichi esclusivamente alla gestione del cambiamento.

In conclusione, per le vostre iniziative di cambiamento future, non confondete i team di progetto con i team business. I project manager dovrebbero gestire i progetti, i change manager dovrebbero gestire il cambiamento.

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Qual è il vero ruolo di un Project Manager? Leggi l’articolo del nostro formatore: Qual è il vero ruolo di un Project Manager? Cose da fare e da non fare per essere un buon Project Manager

Jeff Ball

Jeff ha 25 anni di esperienza in Project e Programme Management. Ha consegnato progetti IT end-to-end in ambienti multiculturali; in qualità di Programme e PMO Manager, Jeff ha organizzato strutture P3O presso NEC Computers e Fortis Bank; ha gestito Programme offices per i più grandi programmi di trasformazione presso NEC Computers e BNP Investment Partners. È un trainer multilingue per PRINCE2, MSP, P3O and MoP, in grado di tenere corsi in inglese e francese.

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