Categorie
Tag
Newsletter
Iscriviti alla newsletter di QRP International per ricevere in anteprima news, contenuti utili e inviti ai nostri prossimi eventi.
Iscriviti
Molti progetti vengono consegnati con successo… ma non generano valore. Sistemi perfettamente funzionanti che nessuno utilizza, soluzioni innovative che non producono risultati di business, iniziative completate “secondo il piano” ma scollegate dalla strategia.
Negli ultimi anni, il modo di intendere il successo nei progetti ha vissuto un’evoluzione significativa. Già con la settima edizione della Guida PMBOK®, il principio del “Focus on Value Delivery” aveva spostato l’attenzione oltre la semplice consegna dei deliverable, mettendo al centro il valore generato.
Con l’ottava edizione, questo orientamento diventa ancora più esplicito e operativo: il PMI lo integra nella stessa definizione di successo dei progetti e rafforza il “come” il sistema di erogazione del valore si manifesta nella pratica.
Questa evoluzione si traduce in un equilibrio nuovo: mantenere il valore e i risultati al centro, offrendo al contempo una struttura sufficientemente solida per gestire i progetti in modo efficace all’interno di un sistema più ampio.
Il ponte che dalla strategia porta ai progetti – e da questi ai benefici sostenibili – è rappresentato da un sistema interconnesso attraverso cui le organizzazioni trasformano le proprie intenzioni strategiche in risultati concreti.
In questa prospettiva il progetto rimane uno strumento fondamentale per la creazione di valore: spesso nasce da un business case che esprime l’intento di generare benefici. Tuttavia, la realizzazione di quel valore non dipende dal progetto isolatamente, ma dal sistema organizzativo in cui esso si inserisce.
Strategia, portfolio, prodotti, operations e progetti formano infatti un sistema interconnesso in cui ogni elemento contribuisce alla generazione del valore.
Un esempio tipico è il lancio di una nuova soluzione digitale: il progetto può essere completato nei tempi e nei costi previsti, ma se il prodotto non è coerente con il posizionamento di mercato, se il team commerciale non è preparato o se gli utenti non adottano la soluzione, il valore atteso non si realizza.
Il progetto crea il prodotto ma è il sistema che ne determina il valore.
È proprio in questo spazio di interconnessione che prende forma il ruolo del Project Manager. L’obiettivo non è più garantire un esito perfettamente prevedibile, ma sviluppare la resilienza del progetto: la capacità di adattarsi, apprendere e riorientarsi per preservare il valore atteso.
Un Project Manager resiliente è colui che, di fronte a un software tecnicamente impeccabile ma rifiutato dagli utenti, non si limita a completare la consegna, ma attiva gli stakeholder chiave, promuove interventi di formazione e semplifica l’esperienza d’uso. L’obiettivo resta quello di salvaguardare il risultato di business – ad esempio un incremento della produttività del 20% – non semplicemente rilasciare un sistema destinato a non essere utilizzato.
Anche in questo caso il progetto realizza il prodotto, ma il valore emerge dall’interazione tra tecnologia, strategia commerciale e comportamenti degli utenti. Dipende, quindi, anche dalla capacità dell’organizzazione di accompagnare l’innovazione e gestire il cambiamento.
Il ruolo evolve: da tecnico della delivery a figura strategica di integrazione. Il PM agisce come il connettore che traduce l’intento strategico in benefici sostenibili, mediando tra stakeholder con visioni spesso divergenti. Non è più il “proprietario” del progetto, ma il garante della sua coerenza con il sistema organizzativo.
Questa funzione di “nodo” permette di orientare l’azione collettiva anche quando le condizioni iniziali mutano, assicurando che il team non perda mai di vista il “perché” dell’iniziativa.
| Approccio tradizionale | Nuovo orientamento |
|---|---|
| Focus su deliverable | Focus su outcome & value |
| Project-centric | System-centric |
| Successo = rispetto vincoli | Successo = benefici realizzati |
| Controllo | Adattabilità |
Nell’ottava edizione del PMBOK®, il feedback cessa di essere un semplice strumento di correzione a posteriori per diventare il motore dell’apprendimento di sistema. Non serve solo a capire cosa è andato storto dopo il rilascio, ma agisce come un meccanismo di sterzata in tempo reale.
Raccogliere feedback costanti permette di riallineare decisioni e priorità prima che il progetto giunga a conclusione.
Questo flusso informativo trasforma l’incertezza in intelligenza operativa, consentendo di allocare le risorse là dove l’impatto sul valore è massimo, salvaguardando l’investimento strategico mentre il progetto è ancora in corso.
Il successo di progetto non è più solo una questione di tempi, costi e ambito.
È il risultato di un sistema – il System for Value Delivery – in cui strategia, progetti, prodotti e operations concorrono alla creazione di valore.
Il Project Manager opera all’interno di questo sistema come figura di integrazione: connette, media, orienta e adatta. Non è il centro del sistema, ma uno dei suoi nodi fondamentali.
È attraverso questa funzione che il progetto rimane allineato al valore anche quando il contesto evolve.
Stiamo entrando in una nuova era della gestione progetti, dove il paradigma del controllo cede il passo a quello del valore.
Le competenze tecniche rimangono il prerequisito ma non sono più sufficienti.
Oggi, il successo richiede la capacità di leggere il contesto, facilitare le relazioni e guidare l’adattamento continuo.
Superando il ruolo di custode di un ambito rigido, il Project Manager di oggi adotta una mentalità proattiva e orientata al valore.
Non è più il guardiano di tempi, costi e ambito, ma l’architetto di un cambiamento sostenibile e strategico per l’organizzazione.