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Puoi spiegare brevemente in che modo ITIL si integra nelle attuali discussioni sullo sviluppo sostenibile?
Lo sviluppo sostenibile è spesso percepito come un obiettivo vago e a lungo termine. La definizione accettata è quella del Rapporto Brundtland del 1987, secondo cui lo sviluppo sostenibile è: “Uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni!”.
La definizione ITIL è molto più precisa ed è pienamente in linea con la trasformazione sostenibile che stiamo vivendo attualmente, che può essere paragonata a quella della rivoluzione digitale incarnata dal DevOps e che è ancora in corso: “un approccio aziendale incentrato sulla creazione di valore a lungo termine per la società e gli altri stakeholder, tenendo conto delle minacce e delle opportunità associate al cambiamento economico, ambientale e sociale”.
Questa definizione sottolinea l’importanza di integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali, garantendo che le organizzazioni non solo soddisfino le esigenze attuali, ma contribuiscano anche in modo positivo all’ambiente e alla società, assicurando così un valore a lungo termine per tutti gli stakeholder.
Il sistema ITIL Service Value System (SVS), che guida la creazione di valore per i clienti e gli altri stakeholder, offre un quadro ideale per integrare i principi di sostenibilità. Inoltre, ITIL allinea le pratiche IT agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, offrendo così alle organizzazioni un quadro dedicato e universale che consente loro di partecipare attivamente a questa trasformazione sostenibile, misurando al contempo i progressi compiuti.
Uno dei concetti chiave da ricordare è quello della Triple Bottom Line (TBL), che si basa su tre pilastri: crescita economica, gestione ambientale e progresso sociale. Nell’IT, ciò significa che non siamo interessati solo al profitto, ma anche all’impatto che abbiamo sul pianeta e sulle persone (istruzione, accesso alla tecnologia, ecc.). Dalla riduzione dell’energia utilizzata nei data center all’approvvigionamento responsabile delle apparecchiature IT, i reparti IT hanno un ruolo importante da svolgere nella sostenibilità.
Gli impatti sono molteplici. Innanzitutto, vi è l’elevato consumo energetico dei data center, in particolare per alimentare i server e i sistemi di raffreddamento.
In secondo luogo, le emissioni di carbonio derivanti dall’uso di combustibili fossili sono motivo di preoccupazione. Inoltre, la gestione dei rifiuti elettronici rimane una sfida importante, poiché molti dispositivi diventano rapidamente obsoleti. Non dobbiamo dimenticare il consumo di acqua per il raffreddamento e l’estrazione di risorse naturali, come i metalli rari, per la produzione di apparecchiature informatiche.
Le sfide sono molteplici. Ad esempio, l’investimento iniziale in infrastrutture efficienti dal punto di vista energetico è spesso elevato, il che può scoraggiare alcune aziende.
Inoltre, molte organizzazioni non dispongono delle competenze necessarie in materia di sostenibilità e devono formare i propri team. Anche le vecchie infrastrutture ad alto consumo energetico rendono più difficile la transizione verso sistemi più efficienti.
C’è anche la difficoltà di misurare con precisione l’impatto ambientale e monitorare i progressi.
Infine, la conformità normativa, in particolare in Europa, aggiunge un ulteriore livello di complessità. Ad esempio, il Green Pact per l’Europa impone standard rigorosi sulle emissioni di carbonio e incoraggia la trasparenza nella rendicontazione ambientale. Le aziende devono quindi adattarsi a questi requisiti mentre perseguono i loro obiettivi di sostenibilità.
ITIL propone diverse strategie. In primo luogo, sostiene l’automazione e la virtualizzazione per ridurre il numero di server fisici necessari.
In secondo luogo, ITIL raccomanda l’uso del cloud computing, che ottimizza la gestione delle risorse energetiche condividendo in modo efficiente l’infrastruttura, riducendo così il consumo energetico e le emissioni di carbonio. Ad esempio, i data center condivisi consentono di mettere in comune le risorse, riducendo la necessità di hardware aggiuntivo. ITIL include anche Key Performance Indicators (KPI) per monitorare le emissioni di carbonio e promuovere la manutenzione preventiva per prolungare la durata delle apparecchiature. Ciò può includere pratiche quali la sostituzione di componenti difettosi invece della sostituzione dell’intera apparecchiatura e l’adozione di aggiornamenti software per mantenere le prestazioni senza la necessità di nuovo hardware.
ITIL punta sul miglioramento continuo, che incoraggia la riduzione degli sprechi di materiali e l’ottimizzazione dei processi. Raccomanda inoltre una pianificazione rigorosa delle capacità per evitare un’allocazione eccessiva delle risorse. Inoltre, ITIL raccomanda l’implementazione di programmi di riciclaggio delle apparecchiature elettroniche e l’automazione dei processi per ridurre il consumo energetico.
Anche la progettazione dei servizi svolge un ruolo fondamentale, integrando pratiche sostenibili fin dalla fase di progettazione. Ciò include la selezione di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico, l’adozione di architetture modulari per facilitare la manutenzione e gli aggiornamenti e l’ottimizzazione dei flussi di lavoro per ridurre al minimo l’impatto ambientale durante tutto il ciclo di vita del servizio.
Consiglierei strumenti di reporting e analisi come Microsoft Power BI e Tableau per monitorare il consumo energetico e le emissioni di CO₂. Anche le soluzioni di gestione delle risorse IT (ITAM) come ServiceNow e SolarWinds sono utili per monitorare l’utilizzo delle apparecchiature.
Inoltre, software di gestione delle infrastrutture come VMware vSphere e piattaforme cloud per le energie rinnovabili come Azure e AWS possono aiutare a ottimizzare le operazioni e ridurre l’impatto ambientale.
Infine, tecnologie innovative come quelle di Qarnot Computing, che utilizza il calore dei processori per riscaldare gli edifici, indicano la possibilità di approcci sostenibili. Microsoft in Finlandia ricicla il calore residuo dei propri data center per riscaldare fino a 100.000 abitazioni. Analogamente, il progetto Stockholm Data Parks mira a recuperare il 10% del fabbisogno di riscaldamento della città utilizzando il calore residuo dei data center entro il 2035. Infine, Google sta valutando l’utilizzo di una centrale nucleare per alimentare i propri data center, riducendo così la loro dipendenza dai combustibili fossili.
Si stanno delineando diverse tendenze. Assistiamo ad una crescente adozione delle energie rinnovabili nei centri dati e a una transizione verso servizi cloud ecologici. Anche l’economia circolare sta incrementando, con il riutilizzo delle apparecchiature e l’integrazione di materiali riciclati. L’esempio di Daisy, un robot sviluppato da Apple per smantellare e riciclare i componenti degli iPhone, riducendo così i rifiuti elettronici e consentendo il riutilizzo di materiali preziosi, è un esempio interessante di ciò che viene fatto sempre più spesso nel settore IT.
Infine, i progressi nell’intelligenza artificiale e nell’automazione consentono di ottimizzare ulteriormente l’uso delle risorse. Anche gli standard ecologici come la norma ISO 14001 stanno diventando sempre più popolari.
In primo luogo, consiglierei di iniziare con un audit ambientale per misurare l’impatto attuale. Successivamente, è importante definire obiettivi chiari in linea con gli SDG e utilizzare KPI per monitorare i progressi. Le infrastrutture devono essere gradualmente modernizzate, i team devono essere formati sulle pratiche sostenibili e occorre avvalersi di fornitori responsabili. Infine, è essenziale adottare strumenti ITIL per misurare e ottimizzare continuamente l’impronta di carbonio e le prestazioni ambientali.
La pubblicazione “ITIL® 4: Sustainability in Digital and IT” e la certificazione “ITIL® 4 Specialist: Sustainability in Digital and IT” costituiscono un ottimo punto di partenza per le organizzazioni che desiderano migliorare le proprie competenze in materia di sostenibilità e affrontare le sfide digitali.